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Michael Todd Cohen

Sette modi per salvare la pelle nel Far West del content marketing

Per quanto ci lamentiamo del suo caos, dell’inaffidabilità delle sue montagne di sabbia e dei territori inesplorati, avere a che fare con i contenuti sarà sempre come avventurarsi nel Far West.

Il giorno in cui le frontiere saranno esaurite sarà il giorno in cui perderemo la nostra curiosità, vero motore dell’innovazione.
La domanda, adesso che queste frontiere vengono scoperte ed esplorate, è come meglio riuscire a dominarle.

 

1. COMINCIA DALL’AVVENTURA
Cosa c’è al centro dell’avventura che vuoi vivere? Unione familiare? Leadership aziendale? Eccellenza culinaria?
La tua avventura (ovvero la tua storia) guiderà la scelta delle piattaforme che meglio parlano al tuo pubblico e del mezzo più adeguato (forma lunga o breve, animazione, video, testo scritto).

 

2. IL MALLOPPO
Il content marketing desta emozioni per generare azioni, ma come essere certi che, superata la fase emotiva, il contenuto abbia colpito nel segno?
Stabilisci il tuo KPI (key performance indicator) PRIMA di lanciare la campagna.
Fatti questa domanda: “Che aspetto ha il successo?” Si manifesta sotto forma di visualizzazioni?
Engagement? Condivisioni? Earned media? Immagina il comunicato stampa: qual è il titolo? Oppure una metrica totalmente nuova, specifica per la tua campagna: numero di piatti ordinati, smile, case
costruite...

 

3. UNA CAROVANA O UN PISTOLERO SOLITARIO?
Campagne diverse richiedono volumi diversi: non creare contenuto fine a se stesso, al solo fine di, ad esempio, riempire un blog aziendale, popolare una piattaforma o forzare una newsletter.
Comincia dall’avventura: qual è il modo più efficace di raccontarla? Stabilisci di quanto contenuto PENSI di
avere bisogno (3 episodi, 6 episodi, ecc.) e poi controlla che non ci siano elementi superflui.

 

4. NON AVVICINARTI TROPPO
Sparare dalla distanza può essere molto difficile, a seconda della tua mira, ma ricorda che avvicinarsi troppo all’obiettivo può essere pericoloso.
Durante i progetti è facile perdere di vista l’esperienza del pubblico. Metti in programma, a metà del lavoro, un’analisi di ciò che hai prodotto e fatti questa domanda: “Se non sapessi un bel NIENTE di questa storia, la capirei, ne sarei interessato?”

 

5. CHIEDI A UNO SCONOSCIUTO
Se perdi la bussola nel bel mezzo del deserto, chiedi aiuto a uno sconosciuto.
Se capisci di non riuscire a prendere distanza dal progetto, mostralo a qualcuno di imparziale SENZA spiegargli niente e chiedigli un parere e un commento sinceri.

 

6. ABBANDONA I FERITI
La creazione può essere un processo violento. Quello che all’inizio era un concetto chiaro può sfigurarsi al punto da diventare quasi irriconoscibile.
Ciò che conta non è la purezza della creatività originaria ma saper riconoscere quando un’idea è spacciata.
Punzecchiala pure un paio di volte per essere sicuro che non ci sia più niente da fare, ma non aver paura di lasciartela alle spalle in vista di un miglioramento.

 

7. CORSA ALL’ORO
Proprio come quando si setacciano le gelide correnti dei fiumi dello Yukon, la creatività dei contenuti native o brandizzati può essere spesso trovata “nelle crepe della roccia”.
Lo storytelling e il naturale spirito di avventura umano hanno l’enorme potenziale di catturare la lealtà del pubblico, l’interesse dei consumatori e la curiosità della stampa. Per riuscire in questo intento, però, bisogna essere disposti a setacciare gli strati di parole, i messaggi, i budget di marketing e molto altro.


Se accetti tutto questo già dall’inizio, allora la tua avventura sarà ancor più stimolante.

Michael Todd Cohen

Michael Todd Cohen

VP/DIRECTOR, DIGITASLBI STUDIOS DI DIGITASLBI NEW YORK

Michael Todd Cohen works on the DigitasLBi Studios team to build multi-platform storytelling and create brand-building custom content. He has a decade of experience in production, branded content, and short form documentary programming.

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