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Lorenzo Wood

Vuoi vincere un Innovation Lion? Sii autentico. Fa’ sul serio.

I Leoni di Cannes di quest’anno nella categoria Innovation mandano un messaggio forte e chiaro: il festival della creatività premia le innovazioni che risolvono problemi autentici e reali in modo sostenibile.

Problema: gli uccelli marini e le tartarughe muoiono perché ingeriscono gli imballaggi in plastica delle lattine. Soluzione (pratica): il piccolo birrificio Saltwater Brewery ha sviluppato un packaging per lattine resistente e completamente commestibile dagli animali. Un altro esempio è Toyota: il marchio, sfruttando l’ampia diffusione del suo Land Cruiser in Australia, ha progettato un dispositivo da installare a bordo dei veicoli che permette l’invio di messaggi d’emergenza da parte di chiunque si trovi senza copertura telefonica nel bel mezzo dell’outback australiano (la cui estensione supera quella di tutti gli Stati dell’Unione europea messi assieme).

Queste iniziative sono qualcosa di più che semplici campagne pubblicitarie. L’imballaggio commestibile potrebbe infatti avere larga diffusione: se anche le grandi aziende lo adottassero, il costo di produzione potrebbe infatti diventare competitivo rispetto ai packaging in plastica esistenti. E ancora, dopo aver presentato la sua rete radio d’emergenza, Toyota cercherà di introdurre questa tecnologia su tutti i Land Cruiser, portando gradualmente, attraverso il naturale ricambio delle auto, a una copertura estesa a tutto il Paese.

Adesso pensate a quanti degli altri Leoni sono stati assegnati per invenzioni sviluppate non da grandi marchi per le proprie campagne di marketing, bensì da aziende ambiziose spinte dal semplice spirito imprenditoriale. Lo smartwatch “Dot” Braille pensato da Erik Kim è una delle migliori soluzioni attualmente in circolazione nel settore dei dispositivi indossabili. Anche il geniale dispositivo PrePex ha tutte le carte in regola per permettere all’azienda produttrice il raggiungimento del suo obiettivo: ridurre la diffusione dell’HIV attraverso la circoncisione di 27 milioni di uomini in Africa entro il 2020.

“Dot” – il primo smartwatch in braille

E i brand a cosa dovrebbero puntare? Sicuramente a risolvere problemi reali e non quelli artificiali. Problemi la cui soluzione possa avere un impatto forte e duraturo. Problemi ai quali il brand possa apportare un contributo credibile, non solo monetario. E in che modo dovrebbero rispondere? Pensando più a veri e propri modelli di business che a campagne pubblicitarie.

L’elefante creativo nella stanza
Ma allora siamo certi che The Next Rembrandt di ING e AlphaGo di Google Deepmind abbiano meritato il loro Grand Prix? Non sono forse soluzioni fini a se stesse di problemi non reali?

Sì, sono esattamente questo, ma hanno comunque meritato di vincere perché dimostrano i sorprendenti progressi ottenuti nella creatività meccanica. Il presentatore di una delle sessioni del Lions Innovation ha iniziato il proprio intervento dando una definizione (sbagliata) di algoritmo come “serie di informazioni che generano risultati prevedibili”, mostrando poi esempi di opere che un algoritmo non sarebbe mai stato in grado di creare. Un atteggiamento a dir poco pretenzioso.
Il contributo di questi Grand Prix è stato invece di mostrare come, con soluzioni nuove e stimolanti, le macchine possano esprimersi in modo creativo grazie alla combinazione di computazione e big data. Quando la macchina acquista un ruolo attivo nel processo creativo e riesce a stupirci, anche per la creatività umana si aprono nuovi orizzonti.

The Next Rembrandt di ING: ispirato a Rembrandt; dipinto da un computer
Lorenzo Wood

Lorenzo Wood

CHIEF INNOVATION OFFICER, GLOBAL DI DIGITASLBI

Lorenzo conduce la sua squadra nell'individuare e sviluppare nuove tecnologie e strategie attraverso le capacità per DigitasLBi a livello globale. Con una carriera che dura da oltre 20 anni, il suo lavoro nei media digitali risalente ai tempi del Web 1.0.

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Conflitto di marca